Categoria: News e Media

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Dichiarazioni, proroga al 31 ottobre 2017

Con il Dpcm del 26.07.2017, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 175 del 28.07.2017, è stato prorogato al 31 ottobre 2017 il termine di presentazione delle dichiarazioni dei redditi, Irap e dei sostituti d’imposta.
La proroga era stata annunciata con il Comunicato stampa del Mef del 26.07.2017, ma per una conferma ufficiale era necessario attendere la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto di proroga.

In allegato una tabella riassuntiva con tutti i dettagli.

Lo Studio rimane a disposizione per qualsiasi necessità.

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Notifica via PEC degli atti di accertamento

L’Agenzia delle Entrate con il provvedimento del 28 giugno 2017 (che integra e modifica il precedente dello scorso 3 marzo) definisce modalità di comunicazione dei dati relativi all’indirizzo di posta elettronica certificata per la notifica degli atti riguardanti l’Agenzia delle Entrate e la riscossione dei tributi.
Possono usufruire del nuovo sistema soltanto le persone fisiche (residenti e non) e gli altri soggetti non obbligati a munirsi di una Pec inserita nell’Indice nazionale degli indirizzi di posta elettronica certificata (Ini-Pec).

In allegato una tabella riassuntiva con tutti i dettagli.

Lo Studio rimane a disposizione per qualsiasi necessità.

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In arrivo altre 100mila lettere per valutare se mettersi in regola con il fisco

Redditi 2013 non correttamente indicati nella dichiarazione 2014: in arrivo 100.000 lettere dall’Agenzia delle Entrate.

Le comunicazioni sono indirizzate ai contribuenti persone fisiche in cui risultano presunte anomalie rilevate dall’incrocio dei dati relativi a:

  • redditi dei fabbricati, derivanti dalla locazione di immobili;
  • redditi di lavoro dipendente e assimilati, compresi gli assegni periodici corrisposti dal coniuge o ex coniuge;
  • redditi prodotti in forma associata derivanti dalla partecipazione in società di persone o in associazioni tra artisti e professionisti e redditi derivanti dalla partecipazione in società a responsabilità limitata in trasparenza;
  • redditi di capitale derivanti dalla partecipazione qualificata in società di capitali;
  • redditi derivanti da lavoro autonomo abituale e professionale;
  • alcuni tipi di redditi diversi e redditi derivanti da lavoro autonomo abituale e non professionale;
  • redditi d’impresa con riferimento alle rate annuali delle plusvalenze/sopravvenienze attive.

Cordiali Saluti
Dott.ssa Katia Zinghinì

manovra correttiva

Le principali novità della manovra correttiva 2017 convertita in legge (L.96/2017)

Nel PDF scaricabile QUI  in allegato troverà le principali novità della manovra correttiva con riferimento a:

  • Disposizioni per il contrasto all’evasione fiscale
  • Procedura di cooperazione e collaborazione (c.d. Web Tax)
  • Modifiche alla Voluntary
  • Rilascio del certificato di regolarità fiscale ed erogazione dei rimborsi
  • Modifiche all’esercizio del diritto alla detrazione dell’IVA
  • IVA sui diritti di vitto e alloggio universitario
  • Contrasto alle indebite compensazioni
  • Locazioni Brevi
  • Tassa di soggiorno
  • Regime agevolato lavoratori impatriati
  • Detrazioni per incremento efficienza energetica condomini
  • Asseverazione professionisti condizioni di miglioramento della prestazione energetica
  • Disposizione in materia di giochi
  • Rideterminazione della base ACE
  • Pignoramenti immobiliari
  • Clausole di salvaguardia IVA e Accise
  • Indici sintetici di affidabilità
  • Reclamo e mediazione
  • Definizione agevolata delle controverse tributarie
  • APE
  • Durc e definizione agevolata
  • Nuova disciplina prestazioni occasionali
  • Sgravi premi di produttività
  • Patent Box
  • Start Up e Crowfunding
  • Incentivi fiscali agli investimenti pubblicitari sui quotidiani, periodici ed emittenti televisive e misure di sostegno all’editoria
  • IRI
  • Transfer Pricing

Lo Studio rimane a disposizione per qualsiasi necessità.

Cordiali Saluti
Dott.ssa Katia Zinghinì

IVAFE

IVAFE, imposta sul valore delle attività finanziarie all’estero

L’IVAFE è dovuta dalle persone fisiche residenti in Italia, che detengono all’estero prodotti finanziari, conti correnti e libretti di risparmio
L’imposta viene liquidata in dichiarazione dei redditi, nel quadro RW. E’ pari al 2 per mille del valore delle attività finanziarie, dato dal valore di mercato, rilevato al termine di ciascun anno solare, nel luogo in cui tali prodotti sono detenuti.

In allegato una tabella riepilogativa.

Lo Studio è a disposizione per ogni chiarimento

IVIE

IVIE, imposta sul valore degli immobili situati all’estero

Le persone fisiche residenti in Italia, che detengono immobili all’estero, sono assoggettati alle imposte nel Paese in cui tali immobili sono ubicati, e ad un’imposta patrimoniale in Italia: c.d. IVIE (imposta sul valore degli immobili situati all’estero), introdotta dal Decreto Salva Italia (D.l. 201/2011).
L’imposta è dovuta proporzionalmente alla quota di possesso e ai mesi dell’anno in cui  il possesso si è protratto.
Essa viene liquidata in sede di dichiarazione dei redditi, nel quadro RW, ed è pari allo 0,76% del valore degli immobili, dato dal costo risultante all’atto dell’acquisto o, in mancanza, dal valore di mercato rilevabile nel luogo in cui l’immobile è situato.

In allegato una tabella riepilogativa.

Lo Studio è a disposizione per ogni chiarimento

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Novità modello IRAP 2017

Con il Provv. 31.1.2017, n. 22479, l’Agenzia delle Entrate, ha approvato il Mod. Irap 2017 che dovrà essere utilizzato per la dichiarazione ai fini dell’Irap per l’anno d’imposta 2016.

Il Modello IRAP 2017 deve essere utilizzato per dichiarare l’imposta regionale sulle attività produttive relativa al periodo di imposta 2016, istituita dal D.Lgs. 15 dicembre 1997, n. 446 e successive modificazioni.

Presupposto dell’imposta, il cui periodo coincide con quello valevole ai fini delle imposte sui redditi, è l’esercizio abituale, nel territorio delle regioni, di attività autonomamente organizzate dirette alla produzione o allo scambio di beni ovvero alla prestazione di servizi.

L’attività esercitata dalle società e dagli enti, compresi gli organi e le amministrazioni dello Stato, costituisce in ogni caso presupposto d’imposta.

In base al decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze dell’11 settembre 2008, la dichiarazione IRAP deve essere presentata entro i termini previsti dal regolamento di cui al D.P.R. 22 luglio 1998, n. 322, e successive modificazioni.

In particolare:

  • per le persone fisiche, le società semplici, le società in nome collettivo ed in accomandita semplice, nonché per le società ed associazioni ad esse equiparate ai sensi dell’articolo 5 del Tuir, il termine è fissato al 30 settembre dell’anno successivo a quello di chiusura del periodo d’imposta (fermi restando i termini previsti dall’articolo 5-bis del d.P.R. n. 322 del 1998 e successive modificazioni nei casi di trasformazione, fusione o scissione totale);
  • per i soggetti all’imposta sul reddito delle società di cui all’articolo 73, comma 1, del Tuir, nonché per le amministrazioni pubbliche di cui alla lettera e-bis) dell’articolo 3, il termine è fissato nell’ultimo giorno del nono mese successivo a quello di chiusura del periodo d’imposta.

 

NOVITA’ MODELLO IRAP 2017 – SOGGETTI OBBLIGATI/ESONERATI ALLA PRESENTAZIONE

Devono presentare la dichiarazione Irap:

  • le persone fisiche esercenti attività commerciali titolari di redditi d’impresa (articolo 55 del Tuir);
  • le persone fisiche esercenti arti e professioni titolari di redditi di lavoro autonomo (articolo 53, comma 1, del Tuir);
  • gli esercenti attività di allevamento di animali e che determinano il reddito secondo un particolare calcolo (descritto nell’articolo 56, comma 5 del Tuir) che tiene conto del numero dei capi allevati;
  • coloro che esercitano attività di agriturismo e che, per la determinazione del reddito, si avvalgono del relativo regime semplificato (articolo 5 della Legge 413/1991);
  • le società semplici, in nome collettivo e in accomandita semplice e quelle equiparate (articolo 5 del Tuir), comprese le associazioni costituite tra persone fisiche per l’esercizio in forma associata di arti e professioni;
  • le società e gli enti soggetti all’imposta sul reddito delle società (Ires) cioè le società per azioni e società in accomandita per azioni, Srl, società cooperative e di mutua assicurazione; i trust e gli enti pubblici e privati diversi dalle società, residenti nel territorio dello Stato, che hanno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciali; le società e gli enti di ogni tipo, compresi i trust, con o senza personalità giuridica, non residenti nel territorio dello Stato, per l’attività esercitata nel territorio delle regioni per un periodo di tempo non inferiore a tre mesi mediante stabile organizzazione (articolo 73, comma 1, lettere a) e b) del Tuir);
  • gli enti privati diversi dalle società e i trust, residenti nel territorio dello Stato che non hanno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciali;
  • gli enti non commerciali, compresi i trust, società semplici e associazioni equiparate, non residenti, che hanno esercitato nel territorio dello Stato, per un periodo non inferiore a tre mesi, attività rilevanti agli effetti dell’Irap mediante stabile organizzazione, oppure che hanno esercitato attività agricola nel territorio stesso;
  • le Amministrazioni pubbliche.

Le persone fisiche non residenti sono tenute alla dichiarazione Irap se esercitano in Italia attività commerciali, artistiche o professionali, per un periodo di almeno tre mesi, mediante stabile organizzazione o base fissa, oppure nel caso di esercizio in Italia di attività agricole.

Sono invece esonerati dalla dichiarazione Irap:

  • i contribuenti esercenti attività d’impresa, arti o professioni che hanno aderito al c.d. regime forfetario agevolato (articolo 1, commi da 54 a 89, della legge 23 dicembre 2014, n.190);
  • i contribuenti esercenti attività d’impresa, arti o professioni che abbiano aderito al regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità (articolo 27 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98);
  • gli incaricati di vendita a domicilio soggetti alla ritenuta a titolo d’imposta.

ESENZIONE SETTORE AGRICOLO E DELLA PESCA

Dal 2016, in forza delle modifiche introdotte dalla Stabilità 2016, sono esclusi da IRAP:

  • i soggetti che esercitano una attività agricola ai sensi dell’articolo 32, TUIR. Si noti che non rileva, per l’esenzione, che detti soggetti dichiarino o meno il reddito agrario;
  • le cooperative ed i loro consorzi che forniscono in via principale anche nell’interesse di terzi, servizi nel settore selvicolturale (articolo 8, D.Lgs. 18 maggio 2001, n. 227),
  • nonché le cooperative e relativi consorzi di cui all’art. 10, D.P.R. 29 settembre 1973, n. 601, ovvero:
  1. le cooperative agricole, ovvero quelle che:
    – effettuano la manipolazione, conservazione, valorizzazione, trasformazione e alienazione di prodotti agricoli e zootecnici e di animali conferiti prevalentemente dai soci (ad esempio, caseifici, cantine vinicole, oleifici, etc.);
    – allevano animali con mangimi ottenuti per almeno un quarto dai terreni dei soci (cd. “stalle sociali”);
  2. le cooperative della piccola pesca, ovvero quelle che esercitano professionalmente la pesca marittima con l’impiego esclusivo di navi assegnate alle categorie 3 e 4 di cui all’art. 8, D.P.R. 2 ottobre 1968, n. 1639 o la pesca in acque interne.

A seguito dell’esenzione introdotta per il settore agricolo e della pesca, nella Dichiarazione Irap 2017 periodo 2016 sono stati eliminati i campi in cui andava specificato il valore della produzione soggetto all’aliquota riservata a quelle attività.
DEDUZIONE FORFETTARIA PER I SOGGETTI DI MINORE DIMENSIONE

Un’altra novità, che ha interessato il modello Irap 2017, è stata l’incremento dell’entità della deduzione forfettaria fruibile, a scaglioni di valore della produzione, dai soggetti di minore dimensione.

L’art. 11, comma 4-bis, D.Lgs. n. 446/1997 prevede una deduzione di tipo forfetario per tutti i soggetti passivi IRAP di minori dimensioni, il cui importo è fissato a seconda dell’ammontare della base imponibile IRAP (valore della produzione netta) realizzata nel periodo d’imposta considerato. Per la generalità dei soggetti, la citata deduzione forfettaria, dal 2014, è attribuita nelle misure di seguito riportate (come stabilite da ultimo dall’art. 1, comma 484, lett. b), Legge n. 228/2012):

Scaglioni di base imponibile

Deduzione
fino a € 180.759,91

€ 8.000
da € 180.759,92 a € 180.839,91

€ 6.000
da € 180.839,92 a € 180.919,91

€ 4.000
da € 180.919,92 a € 180.999,91

€ 2.000

La lettera d-bis) del comma 4-bis, articolo 11, D.Lgs. n. 446/1997 prevede tuttavia che ai seguenti soggetti:

  • società in nome collettivo e in accomandita semplice ed equiparate;
  • persone fisiche esercenti attività commerciali;
  • esercenti arti e professioni;

la deduzione forfetaria è attribuita in misura maggiore rispetto a quella spettante alla generalità dei soggetti IRAP (come sopra evidenziato in tabella).

La Legge di stabilità 2016 comma 123, dispone, a decorrere dal 2016, un aumento della deduzione di cui alla lettera d-bis) del comma 4-bis che, si ricorda, era già stata oggetto di modifiche, dal 2014, ad opera della sopra citata Legge n. 228/2012.

In conclusione, a decorrere dal 2016, la deduzione di cui all’art. 11, comma 4-bis, lettera d-bis), D.Lgs. n. 446/97, è così determinata:
Scaglioni di base imponibile

Deduzione

2015

Deduzione

2016
fino a € 180.759,91

€ 10.500

€ 13.000
da € 180.759,92 a € 180.839,91

€ 7.875

€ 9.750
da € 180.839,92 a € 180.919,91

€ 5.250

€ 6.500
da € 180.919,92 a € 180.999,91

€ 2.625

€ 3.250

Si ricorda che:

  • la deduzione in esame è fruibile (cumulabile) unitamente alle altre deduzioni IRAP riconosciute per il costo personale previste all’art. 11, D.Lgs. n. 446/1997;
  • nel caso in cui:
  1. il periodo d’imposta sia di durata inferiore o superiore a dodici mesi, e
  2. l’attività sia iniziata o cessata in corso d’anno, l’importo delle deduzioni e della base imponibile deve essere ragguagliato all’anno solare (art. 11, comma 4-bis2, D.Lgs. n. 446/1997).

DEDUZIONE PER LAVORATORI STAGIONALI

L’articolo 11, comma 4-octies, D.Lgs. 15 dicembre 1997, n. 446, dal 2015, ammette la deducibilità ai fini IRAP della differenza tra il costo complessivo per il personale dipendente con contratto a tempo indeterminato e le deduzioni spettanti ai sensi dell’articolo 11:

  • comma 1, lettera a), ovvero:

–  contributi per assicurazioni obbligatorie contro gli infortuni sul lavoro (punto 1);
–  deduzioni per il c.d. “cuneo fiscale”, ovvero

> forfetaria (punto 2);
> forfetaria maggiorata per il Sud Italia (punto 3);
> contributi assistenziali e previdenziali (punto 4);

– deduzione spese per apprendisti (punto 5);
– deduzione spese lavoratori in contratto di formazione lavoro (punto 5);
– deduzione spese lavoratori disabili (punto 5);
– deduzione spese per personale addetto alla ricerca e sviluppo (punto 5);

  • comma 1-bis, ovvero la deduzione delle indennità di trasferta dei dipendenti degli autotrasportatori;
  • comma 4-bis1, ovvero la deduzione forfetaria di € 1.850,00 per ogni dipendente fino ad un massimo di cinque;
  • comma 4-quater, ovvero la deduzione, fino a € 15.000, del costo del personale assunto con contratto a tempo indeterminato, a condizione che si verifichi un incremento della base occupazionale rispetto al personale mediamente occupato nel periodo d’imposta precedente.

Detta previsione legislativa si applica ai seguenti soggetti passivi IRAP:

  • società di capitali ed enti commerciali (art. 5);
  • società di persone ed imprese individuali (art. 5-bis);
  • banche e altri enti finanziari (art. 6);
  • imprese di assicurazione (art. 7);
  • professionisti e studi associati (art. 8);
  • produttori agricoli e allevatori (art. 9).

I produttori agricoli non in regime di esonero, nonchè le società agricole possono beneficiare della citata deduzione anche per ogni lavoratore agricolo dipendente a tempo determinato, impiegato nel periodo di imposta purchè abbia lavorato almeno 150 giornate e il contratto abbia almeno una durata triennale (requisiti di cui al comma 1.1 del citato art. 11).

La Legge di Stabilità 2016, comma 73 ha stabilitò dal 2016 che la deduzione è ammessa anche, nei limiti del 70% della differenza, calcolata per ogni lavoratore stagionale impiegato per almeno 120 giorni per due periodi d’imposta, a decorrere dal secondo contratto stipulato con lo stesso datore di lavoro nell’arco temporale di due anni a partire dalla data di cessazione del precedente contratto.
ELIMINAZIONE DELL’AREA STRAORDINARIA DEL CONTO ECONOMICO

L’ ulteriore novità, che ha interessato il modello Irap 2017, è scaturita dalle modifiche contabili che sono state apportate agli schemi dello Stato patrimoniale e del Conto economico, cioè dall’eliminazione dell’area straordinaria.

A partire dal 2016 i proventi e gli oneri straordinari (rispettivamente le voci E20 ed E21 del bilancio) dovranno essere riclassificati nell’ambito dei costi e dei ricavi di esercizio; per tale motivo le plusvalenze e le minusvalenze, derivanti dalla cessione di immobili non strumentali, comunque rilevanti ai fini Irap, dovranno essere contabilizzate negli altri ricavi e proventi (voce A5 del Conto economico) e negli oneri diversi di gestione (voce B14 del Conto economico).

In virtù di ciò sono stati soppressi i seguenti righi:

  • IQ31 e IQ36;
  • IP33 e IP41;
  • IC47 e IC54;
  • IE24 e IE29.

RETTIFICHE/RIPRESE DI VALORE DEI CREDITI PER BANCHE E ASSICURAZIONI

Il D.L. 193/2016 (collegato fiscale alla legge di bilancio 2017) ha esteso il termine entro cui il contribuente può presentare la dichiarazione in proprio favore, equiparando a quello della integrativa in favore del fisco (ossia i termini per l’accertamento).

È pertanto scomparsa dal frontespizio la casella specifica per l’integrativa a favore, non essendo più necessario distinguere il tipo di integrativa (a favore o a sfavore) che si sta presentando.

Il nuovo termine si applica anche alle integrative di annualità pregresse per le quali non sono ancora spirati i termini di decadenza per l’accertamento, con la conseguente eliminazione della sezione XII “errori contabili” del quadro IS.

È stata invece inserita la nuova sezione XVII, per indicare nella dichiarazione relativa al periodo d’imposta in cui è presentata l’integrativa a favore il credito derivante dal minor debito o dal maggiore credito che ne scaturisce (articolo 5, Dl 193/2016).

Lo Studio è a disposizione per ogni chiarimento

 

TASI

Acconto TASI 2017

La TASI è la componente della IUC (imposta unica comunale) legata ai servizi, in particolare quelli indivisibili del Comune.
Entro il 16 giugno 2017 va versata la prima rata di acconto, dovuta per il 2017.
Si riepilogano di seguito le informazioni più importanti per il calcolo e il versamento della TASI, ricordando fin da subito che quest’anno la normativa non ha subito modifiche rispetto a quella dell’anno scorso.

In allegato una tabella riepilogativa.

Lo Studio è a disposizione per ulteriori chiarimenti.

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Acconto IMU 2017

Il 16 giugno 2017  scade il termine di pagamento dell’acconto IMU 2017: il calcolo si effettua sulla base delle aliquote e detrazioni dei 12 mesi dell’anno precedente, risultanti dal Regolamento comunale pubblicato sul sito Internet del MEF. Il secondo acconto andrà versato entro il 16 dicembre 2017,  a saldo dell’imposta dovuta per l’anno i corso con eventuale conguaglio sulla prima rata.

In allegato una tabella riepilogativa.

Lo Studio è a disposizione per ogni ulteriore chiarimento

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Nuovo regime locazioni brevi dal 1° giugno 2017

L’art. 4 del D.l. 50/2017 – c.d. Manovra Correttiva – ha introdotto una nuova disciplina per le locazioni brevi, ossia per quei contratti ad uso abitativo, di durata inferiore a 30 giorni, per i quali non è obbligatoria la registrazione.
Le novità di maggiore impatto della nuova disciplina riguardano gli obblighi a carico degli intermediari: di coloro cioè che mettono in contatto le parti della locazione, le persone che cercano un immobile e quelle che dispongono di un immobile da locare. Tali soggetti sono tenuti a comunicare i contratti conclusi tramite il loro operato, secondo modalità ancora da definire, e di operare una ritenuta del 21% a titolo di acconto all’atto dell’accredito del corrispettivo.
Grazie alla comunicazione da parte degli intermediari, e del loro ruolo in qualità di sostituti d’imposta, la norma mira a contrastare l’evasione, finora radicata in questo settore.

In allegato una tabella riepilogativa

Lo Studio è a disposizione per ogni chiarimento